Sole, mare e chemioterapia

Si può andare al mare in chemioterapia?

Certo che sì! Ciò a cui dobbiamo fare attenzione è l’esposizione solare. D’estate, ma anche in inverno, è importantissimo proteggere la pelle dal sole, e questo è ancora più valido in chemioterapia. Il sole, infatti, può dare diverse reazioni non desiderate, dalle semplici macchie solari a reazioni di tipo allergico fototossiche. Questo dipende dal vostro fototipo e dal tipo di terapie in corso, sia chemioterapiche che antibiotiche, ma anche se si assumono pillola anticoncezionale o terapie cortisoniche.

Informarsi presso il proprio oncologo o ematologo se sia possibile esporsi al sole è il primo passo.

Secondariamente, oltre ad evitare l’esposizione nelle ore più calde (in generale, fascia oraria 12-16), è necessario usare un’adeguata protezione solare. La protezione solare va applicata anche in inverno, e in particolare se si va in montagna ad elevate altitudini, dove l’atmosfera amplia la diffusione dei raggi solari e la neve li riflette.

Che protezione usare?

Io direi minimo protezione 50. Eh sì! Addirittura, soprattutto sul viso e sul decolletè, ma anche sulle cicatrici chirurgiche, il consiglio è di applicare protezione solare 100, come quelle di Isdin o Rilastil. Questo per evitare le macchie della pelle e l’iperpigmentazione delle cicatrici.

La protezione solare, per quanto alta, non sarà mai schermo totale, e quindi va frequentemente riapplicata; inoltre, la crema va spalmata anche se siamo sotto l’ombrellone e sempre dopo essere stati in acqua.

In questo modo, mare&sole ci lasceranno solo bei ricordi.

Come sopravvivere alla nausea

Grazie ai nuovi farmaci antiemetici, cioè contro nausea  e vomito, questa sintomatologia oggi impatta molto meno sulla vita delle persone in chemioterapia.

Di solito la seduta di chemio è preceduta da una “premedicazione” dove vengono appunto somministrati gli antiemetici, il cui tipo e dosaggio va calibrato in base al paziente. Nei giorni successivi, è importante, poi, registrare l’andamento della nausea, proprio per modificare eventualmente la premedicazione la volta successiva.

Ancora più importante, però, è assumere i farmaci: non bisogna temere di seguire le indicazioni date in lettera di dimissione! In molti, infatti, cercano di resistere a nausea e dolore pur di non assumere farmaci: concetto sbagliato! In certe situazioni, infatti, è importante mantenere la concentrazione di un farmaco  ad un livello basale nel sangue, proprio per evitare i picchi di nausea o dolore.  Quindi, se il medico vi consiglia di prendere il farmaco x ogni y ore, fatelo, perché è un dosaggio calibrato sul metabolismo del farmaco e la prevenzione dell’insorgenza di sintomatologia.

Oltre a questo, ho trovato molto utile una serie di trucchetti:

  • lavarmi sempre molto bene i denti, e anche la lingua (ebbene sì)
  • masticare radice di zenzero, caramelle allo zenzero
  • caramelle e chewin gum alla menta
  • sostituire l’acqua con acque aromatizzate, succhi di frutta senza zucchero, gatorade e simili
  • sciacqui con collutorio non aggressivo
  • evitare tutto ciò che già normalmente non piace… perché farsi del male?

Nella mia esperienza, la nausea di solito si fa un poco sentire nei primi due/tre giorni dopo la chemio, poi pian piano passa. Direi bilancio positivo!

Dieta e chemioterapia

Sulla dieta in chemioterapia è stato scritto praticamente tutto: da chi consiglia creme di cereali, a chi predilige la zuppa di miso, o i toast e i cibi secchi, infine chi sottolinea le virtù del pesce. Ho raccolto in questa pagina indicazioni da parte di chi ne sa più di me, non essendo io una nutrizionista.

In generale, diciamo che è utile mangiare quando si ha fame, lontano dagli odori della cucina che possono essere molesti. Se si è inappetenti può essere utile spezzettare i pasti in più spuntini. Buona norma è lavare sempre bene frutta e verdura, ad esempio con acqua e bicarbonato, e sciacquare bene.

Bisogna  provare, e  vedere cosa prediligiamo e cosa ci da meno nausea. A volte aiuta masticare delle caramelle o della radice di zenzero, oppure la menta.

Poi dipende anche dal tipo di intervento chirurgico effettuato, ad esempio chi si è operato di carcinoma gastrico o del colon retto avrà delle diete particolari.

Lascio la parola agli esperti di:

 

L’opinione di Veronesi e i recenti casi di cronaca

IL CANCRO non è più una malattia incurabile e le moderne terapie possono salvare la vita salvaguardando anche l’identità psico-fisica della persona. A quanti sacrifici di esistenze stroncate per seguire l’illusione di miracolose cure – cosiddette alternative – dobbiamo ancora assistere per diffondere la coscienza di questa realtà?

05/09/2016 Veronesi: le false promesse nella lotta contro i tumori