Mi PORTi al mare?

Gli accessi venosi PORT, Midline e PICC servono all’iniezione di farmaci che potrebbero potenzialmente essere tossici in vene di piccolo calibro. Le ripetute iniezioni, infatti, irrigidiscono e stressano le vene, con il rischio di rottura, formazione di ematomi e fuoriuscita dei farmaci iniettati nei tessuti circostanti. Con questi dispositivi, infatti, i farmaci entrano direttamente nel circolo sistemico, e non devono percorrere il circolo periferico. Se per l’inserimento e la rimozione del PORT serve un intervento in anestesia locale assistita o generale, per Midline e PICC, invece, basta una piccola incisione in anestesia locale.

Come appaiono? I PORT come delle protuberanze sottopelle, più o meno visibili in base allo spessore del nostro sottocute. Solitamente sono posizionati a destra, nella regione sovramammaria. Midline e PICC sono invece dei tubicini che escono dal braccio, solitamente coperti da una medicazione sterile e da una fasciatura.

Avere un dispositivo di questo tipo non deve necessariamente condizionare in senso negativo le nostre giornate!

Le fasciature possono essere portate  a vista senza problemi. Se ci disturba, possono coperte da un foulard o da un braccialetto largo. Oppure da una maglietta con la manica più ampia o con le spalle scoperte e scesa sulle braccia. Il PORT, invece, può essere nascosto dalla spallina del costume o della canottiera. Gli uomini fra magliette, polo e camicie non hanno che l’imbarazzo della scelta.

Nel caso del PORT è possibile fare la doccia o il bagno in mare senza problemi, a guarigione della ferita chirurgica avvenuta. Con gli altri dispositivi, invece, è opportuno informarsi con le infermiere di quanto la medicazione sia a tenuta d’acqua.

Quest’anno la moda viene aiuta un po’ di più le portatrici di Midline ePICC che quelle di PORT: bluse a spalle scoperte, abiti  e top a fascia, maglie monospalla cammuffano certamente bene la fasciatura. Da portatrice di PORT, ho dovuto lasciare un bel po’ di abiti in stand by per il prossimo anno, ma mi rifarò!

Nota bene: nessuno dice che le nostre cicatrici, ferite e dispositivi debbano essere nascosti, anzi, sono da esibire per mostrare a tutti quanto meravigliosi siamo e con che coraggio affrontiamo la nostra battaglia. A volte, però, vogliamo anche temporaneamente dimenticare, e trascorrere una giornata senza far sapere agli altri i cavoli nostri. Il mio messaggio è questo, far capire che niente è impossibile, che non dobbiamo pensare che non possiamo uscire di casa o trovare abiti adatti per via di una fasciatura al braccio o un cerotto sul petto.

 

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Serve più informazione sulla chemioterapia

L’attrazione per le cosiddette terapie “non convenzionali” è alimentata dal dolore e dalla disperazione causati dalla diagnosi di malattia e chi promuove queste teorie sfrutta la speranza dei malati e dei loro familiari.

06/09/2016 Attacchi ingiustificati alla chemioterapia, come ai vaccini