L’attrice cinese Xu Ting muore dopo aver preferito la medicina tradizionale cinese alla chemioterapia

Il Guardian ci fa conoscere, purtroppo, questo caso asiatico.  Ve lo riassumo dall’inglese e commento.

A luglio, l’attrice aveva annunciato di avere un linfoma, ma di aver scelto la medicina tradizionale cinese al posto della chemioterapia perché ne temeva i costi (in Cina la sanità è privata) e gli effetti collaterali: “Non mi interessa quanto vivrò, voglio godermi ogni giorno con gioia, non voglio che la chemio mi tormenti togliendomi bellezza e talento”.

Aveva provato diversi trattamenti alternativi, fra cui l’agopuntura e il cupping (ve lo ricordate Michael Phelps alle Olimpiadi?). In agosto, al peggiorarsi delle condizioni, la sorella l’aveva incoraggiata a sottoporsi alla chemio, ma purtroppo il 7 settembre è spirata.

La sua morte ha acceso il dibattito nei media cinesi sull’efficacia della medicina tradizionale cinese. Il Dr. Feng Li, che lavora a Pechino, si espresso così: “mentre gli approcci occidentali come radioterapia, chemioterapia e chirurgia sono efficaci nel rimpicciolire il tumore, le terapie cinesi tengono sotto controllo gli effetti collaterali come nausea, vomito e dolore che derivano da queste terapie. Inoltre, dopo che il tumore è stato ridotto, la medicina tradizionale cinese aiuta a far riprendere il sistema immunitario, accelerando la guarigione del corpo e minimizzando le possibilità di recidiva del tumore.”

Un lavoro scientifico del 2014 che analizzava le terapie complementari e alternative, inclusa la medicina tradizionale cinese, riguardo al controllo del dolore da cancro non ha trovato evidenze che dimostrino che questi trattamenti sono in grado di ridurre il dolore (“bassa o modesta efficacia”). Il problema, in Cina, sono la mancanza di medici di base sul territorio, con conseguente mancanza del rapporto di fiducia fra medico e paziente, e il costo proibitivo dei chemioterapici, che, anche se somministrati in ospedale, sono alla portata solo della fascia più abbiente della popolazione.

E questo sembra purtroppo il caso dell’attrice, che, sebbene abbia avuto ottimi guadagni, li ha dovuti impiegare per sostenere la numerosa famiglia, ai fini di studio, mutuo e l’acquisto di una casa.

Il mio commento?

Al dispiacere per la morte di una ragazza così giovane, si somma la rabbia per la gestione delle politiche sanitarie in Cina, che rendono le cure disponibili solo ad un’élite di lusso. Certo non sappiamo tipo e grado del linfoma, ma  l’evoluzione è stata purtroppo spaventosamente rapida.

La chemioterapia fa ancora paura, si pensa sia dolorosa, che porti a sconvolgenti cambiamenti della persona; ci si immagina stremati a letto o a vomitare l’anima. Sicuramente ogni tumore e ogni persona fanno storia a sé, ma non deve essere necessariamente così. Ci sono tantissime persone in chemioterapia che lavorano, che si prendono cura dei figli, che fanno gite fuori porta, che vanno a fare shopping o a pranzo fuori. Gli effetti collaterali come la nausea possono essere tranquillamente controllati dai farmaci.

La bellezza può essere mantenuta, e non parlo solo del nostro aspetto estetico, ma della bellezza della vita e delle persone che ci vogliono bene, e che ci vogliono vedere stare bene.

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Perché ci facciamo truffare?

Dieta, vitamine e suggestione: medici che negano la chemioterapia. Chi truffa (e come) i malati di cancro

Perché ci facciamo truffare? Perché abbiamo paura. Paura di morire, paura della chemioterapia, paura di non guarire.

Ho sempre pensato che fossero queste le motivazioni che spingono chi è affetto da cancro a cercare una risposta in quella che medicina non è, e viene definita “medicina alternativa”.

Ora che ne sono stata colpita, lo posso confermare. La paura c’è, l’ignoto spaventa tutti, ed i punti interrogativi in questa condizione sono tanti: guarirò? Sarò la stessa persona di prima? Proverò dolore? La chemioterapia mi trasformerà? Si vedrà che sono malata?

La spinta a questo blog viene anche da questo: far capire che con un tumore ce la si può fare. Che si può stare bene anche in chemioterapia, che si può pensare a farsi belle, che si può nascondere la malattia a coloro con cui non ne vogliamo parlare.

Io mi ritengo fortunata: avendo  curato anche persone ammalate di cancro, posso avere come guida la loro forza e perseveranza, e so che c’è una luce in fondo a questi mesi di malattia e di cure.

Ma capisco chi si trova all’improvviso una diagnosi come questa: spaventosa, innominabile.

Ma non si deve avere paura, e, soprattutto, non ci si deve affidare  a ciarlatani. Servono dati, statistiche, fatti, non nomi mormorati e poche certezze. Serve vedere persone che sono guarite e che stanno bene, che sono quelle che si siedono a fianco a noi in attesa di essere chiamati a controllo, quelli in coda con noi per gli esami del sangue.  E, anche, i blogger che trovate nella sezione Testimonianze.

L’opinione di Veronesi e i recenti casi di cronaca

IL CANCRO non è più una malattia incurabile e le moderne terapie possono salvare la vita salvaguardando anche l’identità psico-fisica della persona. A quanti sacrifici di esistenze stroncate per seguire l’illusione di miracolose cure – cosiddette alternative – dobbiamo ancora assistere per diffondere la coscienza di questa realtà?

05/09/2016 Veronesi: le false promesse nella lotta contro i tumori